Cagliari, a chi ti affidi per la salvezza?

I rossoblu hanno bisogno di certezze e le cercano nei giocatori più rappresentativi, che devono per forza di cose dare qualcosa in più e provare a guidare la squadra

pubblicato il 27/03/2021 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Il Cagliari ha bisogno di certezze in questo momento difficile, in cui i dubbi fanno da padrone e non ci sono molti paletti su cui aggrapparsi. Mai come ora serve solidità e compattezza: Semplici, appena arrivato, ci sta provando, ma non basta il suo lavoro.

Sono i giocatori alla fine che scendono in campo e che hanno il dovere, in questa situazione, di dare quel qualcosa in più che sta mancando. A partire dai leader, dai pezzi da novanta, che questa stagione fanno fatica come tutti gli altri (a parte qualche nome) ma a cui la squadra ha il disperato bisogno di aggrapparsi.

A iniziare dal suo portiere, il suo guardiano dei pali, uno tra quelli con più parate in questa Serie A: Alessio Cragno. Più volte il numero 28 ha salvato il risultato, ma non è bastato a tenere a galla il Cagliari in molte partite, per il semplice fatto che non può fare tutto lui. Ma se non ci fosse stato, probabilmente i rossoblu avrebbero meno punti di quelli che hanno ora.

Non serve poi sottolineare il carisma del Flaco Godin, che ha avuto una prima parte di stagione non semplice ma poi, passo dopo passo, si è integrato bene e ora è leader a tutti gli effetti. Lui e Rugani i due difensori su cui si deve poggiare il Cagliari per non affondare lì dietro, a loro sono affidate le chiavi della retroguardia.

Se poi si sale di reparto, non si può non fare il nome di Radja Nainggolan, l'elemento più tecnico a disposizione di Semplici, quello da cui passano la maggior parte delle speranze del club. Non è ancora al top della condizione, complice il periodo interista prima di gennaio dove ha giocato poco o niente, ma è già diverse partite che sta carburando e ha già fatto la differenza una volta contro la Sampdoria, con quel gol allo scadere da lontano. È ovvio che però questo non basta, nonostante l'impegno e l'amore per la maglia sia innegabile, ma anche da Ninja ci si aspetta qualcosa in più.

Come anche da Nahitan Nandez, che finora ha giocato in tre o quattro ruoli diversi e non ha mai trovato la giusta continuità. El Leon ha sempre la solita garra e da quando Semplici l'ha riportato largo sulla fascia si stanno vedendo i frutti, tuttavia non è ancora il Nandez che tutti hanno potuto ammirare la scorsa stagione, e si spera possa tornare presto ai livelli di un tempo.

L'unico a cui probabilmente non si può dire nulla è il capitano Joao Pedro: 13 gol per adesso e qualche altro da segnare, ma anche lui, come tutti, è chiamato a spingere e a farsi trovare pronto ancor di più nei momenti che contano, cosa fatta più volte fino a qui. 

Questi sono i nomi principali su cui il gruppo dovrà fare affidamento: da una parte i leader sopracitati dovranno essere aiutati, ma dall'altra dovranno prendersi la maggior parte delle responsabilità mettendoci la faccia e, come ha detto da poco Lulù Oliveira (che di leader ne sa qualcosa) fare di più di quello che è stato fatto finora.