Cagliari, ecco come puoi mettere nei guai la Juve

I rossoblu sono chiamati all'impresa contro i bianconeri: i modi per fare bene ci sono, ma tutto dipenderà dall'atteggiamento

pubblicato il 12/03/2021 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Il Cagliari ora pensa alla Juve e a come farle male. Perché non si deve avere paura, non lo si può permettere. Arrivati in un momento cruciale della stagione, i rossoblu con Semplici hanno ritrovato fiducia e un pizzico di serenità dopo i tre risultati utili consecutivi, tradotto sette punti in otto giorni, e non vogliono fermarsi qui.

Ecco perché domenica pomeriggio alla Sardegna Arena si cercherà di portare a casa un punto (o tre, nella più rosea delle possibilità) contro i bianconeri. La Vecchia Signora al momento non se la passa molto bene, anzi, è appena uscita dalla Champions agli ottavi per mano del Porto, non proprio il Real Madrid, per cui è un momento molto complicato per Pirlo & Co. Adesso, con l'eliminazione dalle coppe, a Ronaldo e ciurma non resta che il campionato, dove per ora sono terzi, ma non hanno ancora abbandonato le speranze di vincerlo. Da una parte si potrebbe trovare una squadra provata e moralmente a pezzi, ma dall'altra si rischiano di affrontare undici giocatori assatanati che non vedono l'ora di riscattarsi. In entrambi i casi, l'ostacolo è grande, grandissimo, ma non per questo bisogna arrendersi già in partenza.

L'atteggiamento è il punto focale. Deve essere lo stesso di quello contro la Sampdoria, quando nel primo tempo il Cagliari si è mangiato il campo e ha pressato sin da subito alto, concedendo pochi spazi agli avversari. La Juventus è una squadra che in questa stagione ha dimostrato di avere più di qualche problema con la costruzione dal basso, per cui si potrebbe pensare di aggredire alti per spezzare la manovra sul nascere. Magari un giocatore come il Cholito Simeone qui farebbe molto comodo, vista la sua propensione per il lavoro sporco.

Inoltre, riguardo l'aspetto mentale, bisognerà restare concentrati al massimo per tutti i 90', e non come a Marassi, dove in 5' si è buttata via la partita. Non solo per non venire puniti in maniera banale, ma anche perché anche questa Juve non è nuova ai black out, per cui bisognerà stare sempre con le antenne dritte e approfittare di ogni sbavatura. Il cinismo sarà fondamentale, che l'ultimo match sia di insegnamento. E poi, l'intensità, che nel Cagliari va in crescendo, deve essere l'arma principale. Gli uomini di Pirlo hanno dimostrato più volte di andare in difficoltà contro club che fanno la partita dal punto di vista della garra e del ritmo. Semplici ha giocatori che fanno al caso suo, come Nandez, Duncan, Nainggolan e, come detto prima, Simeone. Bravi a recuperare palla e a ripartire subito.

La difesa dovrà essere perfetta sul lungo e sul corto, non solo perché davanti c'è un signore di nome Cristiano Ronaldo, ma anche perché, soprattutto se gioca Morata, si tenderà a cercare spesso la profondità. Il Cagliari non ha dei velocisti sulla retroguardia, quindi bisognerà agire in anticipo, leggendo prima i movimenti delle punte. Un movimento fatto un po' in ritardo può fare tutta la differenza del mondo.

Per il resto niente paura, nessun timore reverenziale, solo grande rispetto. Consapevoli di potersela giocare con chiunque, senza guardare in faccia nessuno.